Perché l’ennesima Festa del Cinema?

La Festa Itinerante del Cinema e della Felicità è un festival atipico nel panorama italiano: non sono previsti premi, non esistono selezioni di film, non ci sono ospiti, non ci sono categorie, non ci sono red carpet.

Può esistere un festival simile?

La Festa è prima di tutto un festival del cinema ferrarese pensato per i ferraresi.

Nasce dall’esigenza di riappropriarsi delle proprie radici, del proprio passato cinematografico. Ferrara e il suo territorio, per molti decenni, sono stati trasformati da registi e produzioni in una vera Cinecittà sul Po, in una Città del Cinema. In poco più di cento anni sono stati prodotti sul territorio ferrarese circa 300 titoli tra lungometraggi, cortometraggi, documentari e sceneggiati, divenendo uno tra i più prolifici set cinematografici in Italia.

Da allora la produzione ambientata in questo magico territorio di terra ed acqua è stata vastissima ed ha dato al cinema opere importanti che fanno ormai parte della storia del cinema di tutti i tempi.

Michelangelo Antonioni, Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Mario Soldati, Florestano Vancini, Vittorio De Sica, Giuliano Montaldo, Pupi Avati, Ermanno Olmi.

Basta citare alcuni nomi per capire quanto Ferrara abbia avuto un ruolo di assoluto rilievo per il cinema tricolore. Le mura del Castello Estense rimandano ad una miriade di scene e situazioni: il suo ponte levatoio, ad esempio, è stato calcato dall’attore bulgaro Hristo Jivkov nei panni del condottiero Giovanni delle Bande Nere, protagonista del film Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi, mentre il suo muretto è tristemente noto per aver fatto da scenario al drammatico eccidio fascista raccontato da Florestano Vancini in La lunga notte del ’43.

Nelle vie antistanti potremmo, invece, imbatterci nel dottor Fadigati (Philippe Noiret) del film Gli occhiali d’oro o nelle biciclette di Gianpaolo (Fabio Testi) e Giorgio (Lino Capolicchio), protagonisti assieme a Micol (Dominique Sanda) del capolavoro di Vittorio De Sica Il Giardino dei Finzi Contini.

Piazza Cattedrale potrebbe raccontare l’amore di Ines Sastre e Kim Rossi Stuart in Al di là delle nuvole di Michelangelo Antonioni. Spostandoci nella zona del ghetto, ritroviamo l’eco di alcune celebri scene del film Amore amaro di Florestano Vancini.

Una grande storia italiana dimenticata.

La missione della Festa è dunque quella di riproporre il grande cinema ferrarese (girato in provincia o realizzato da cineasti ferraresi) agli stessi ferraresi, con lo scopo di fare memoria e rendere maggiormente consapevoli gli abitanti che vivono sul territorio del proprio glorioso passato.

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